I consumi in standby (o “consumi fantasma”) sono l’energia assorbita da dispositivi che sembrano spenti, ma in realtà restano alimentati per mantenere funzioni come: ricezione del telecomando, aggiornamenti, display, rete Wi-Fi, sensori, modalità “pronto all’uso”.
La difficoltà è che lo standby:
- non si nota (nessun rumore, nessun calore percepibile)
- è spesso continuo (24 ore su 24)
- è distribuito su tanti apparecchi (quindi “somma”)
L’obiettivo di questa guida è farti fare una cosa precisa: identificare il tuo “carico di base” (base load) e ridurre la parte inutile, senza spegnere ciò che ti serve davvero.
Se vuoi la cornice completa del metodo: Risparmio energetico in casa.
1) Standby, “spento” e “disconnesso”: differenze pratiche
Per ridurre i consumi devi distinguere 3 stati:
Spento (ma alimentato)
È il classico “spento con telecomando”. Il dispositivo resta pronto a riaccendersi e quindi assorbe energia.
Standby “funzionale”
È lo standby necessario per servizi utili (es. registrazioni, aggiornamenti, controllo da app). Qui non sempre conviene intervenire.
Disconnesso (spento alla presa)
È lo stato che elimina quasi sempre il consumo fantasma: il dispositivo non è più alimentato. È la vera “cura” per lo standby non necessario.
2) Quali dispositivi generano più standby (lista ragionata)

Non esiste una classifica universale: dipende da modello e uso. Però alcune famiglie di dispositivi sono frequentemente coinvolte.
A) Intrattenimento (spesso i più “furbi” nello standby)
- TV smart
- decoder / set-top box
- soundbar / home theatre
- console
- stick HDMI e box streaming
Perché: restano in ascolto, mantengono connessioni, aggiornano contenuti.
B) Postazione lavoro
- PC fisso / monitor
- stampante (soprattutto inkjet multifunzione)
- docking station, hub USB alimentati
- casse attive
Perché: modalità sleep/idle, alimentatori sempre in tensione, dispositivi con spie sempre accese.
C) Ricariche e alimentatori
- caricabatterie lasciati inseriti
- alimentatori di router secondari, ripetitori, dispositivi vari
- power bank sempre in carica
Perché: alcuni alimentatori consumano anche “a vuoto”; altri consumano poco ma per molte ore.
D) “Piccoli sempre attivi”
- microonde/forno con display
- macchine del caffè con modalità pronta
- TV in camera usata poco ma sempre collegata
- dispositivi smart non critici
Perché: display e stand-by permanenti.
Nota: non sto dicendo che “questi sono sempre un problema”, ma che sono i primi posti dove vale la pena misurare.
3) Il concetto chiave: il “carico di base” della tua casa
Prima di spegnere a caso, individua il tuo carico di base:
- i consumi minimi quando non stai usando attivamente nulla (o quasi)
- il livello che rimane anche in assenza di lavatrici, forno, condizionatore
Come interpretarlo
- Un carico di base “alto” spesso indica: troppi standby, dispositivi sempre accesi, oppure un apparecchio che lavora costantemente (frigo/freezer, modem, NAS, ecc.).
- Ridurre lo standby significa abbassare quel livello.
4) Come misurare i consumi in standby (3 metodi, dal più semplice al più preciso)
Metodo 1 — “Osservazione” da contatore/app (semplice e utile)
Se il tuo fornitore (o contatore) mostra consumi orari/giornalieri:
- scegli una notte “tipo”
- nota i consumi nelle ore in cui non usi nulla
- ripeti dopo aver applicato le soluzioni (multiprese, spegnimenti)
Pro: zero strumenti.
Contro: meno preciso sul singolo dispositivo.
Metodo 2 — Presa/misuratore di consumo (il più preciso per singolo apparecchio)
È lo strumento migliore per capire chi “pesa”.
- collega il dispositivo (o la multipresa) al misuratore
- misura 24 ore in stato normale (spento con telecomando)
- ripeti 24 ore dopo spegnimento alla presa o con interruttore
Pro: ti dice esattamente quanto assorbe quel gruppo.
Contro: serve lo strumento, e non è adatto a carichi “grossi” non spostabili.
Metodo 3 — “Test a gruppi” (il più efficace in casa reale)
Invece di misurare ogni singolo device, ragiona per gruppi:
- Gruppo TV (TV + decoder + soundbar + console)
- Gruppo ufficio (PC + monitor + stampante)
- Gruppo ricariche
Spegni un gruppo alla volta per 24 ore e osserva l’effetto su consumi.
Pro: veloce, pragmatico.
Contro: non isola il singolo colpevole, ma spesso non serve.
5) Soluzioni pratiche: come eliminare standby senza complicarti la vita
Soluzione A — Multipresa con interruttore (la più efficace/semplice)
È la soluzione “standard” per tutto ciò che non deve restare alimentato.
Come farla bene (senza spegnere cose importanti):
- crea 2 zone:
- Zona OFF: TV/decoder/console/soundbar, stampante, monitor secondari
- Zona ON: modem/router e dispositivi davvero critici
- rendi l’interruttore “accessibile” (se è scomodo, non lo userai)
Regola pratica: se un interruttore non è facile da raggiungere, dopo una settimana smetti di usarlo.
Soluzione B — Smart plug (quando vuoi automazioni + misurazione)
Le prese smart possono:
- misurare consumi
- spegnere in orari automatici
- spegnere da remoto
Ottime per:
- stampante (spesso inutile 24/7)
- postazione TV (se vuoi automatizzare la notte)
- caricabatterie e stazioni di ricarica
Attenzione: alcune smart plug consumano anche loro una piccola quota. Non è un problema se ti fanno spegnere carichi più grandi, ma evita di metterle su dispositivi che consumano già pochissimo.
Soluzione C — Impostazioni: ridurre lo standby “intelligente”
Prima di staccare la spina, controlla impostazioni:
- “Avvio rapido / Quick start”
- “Standby di rete”
- “Aggiornamenti automatici notturni”
- “Sempre connesso”
Spesso puoi ridurre consumi senza perdere comodità.
6) Cosa NON spegnere (o spegnere con criterio)
Modem/router
Se lavori da casa, hai smart home, allarmi, telecamere o dispositivi collegati, di solito conviene lasciarlo acceso.
Dispositivi con funzioni critiche
Allarmi, antifurti, apparecchi medicali, sistemi di sicurezza: non vanno trattati come “standby qualsiasi”.
Elettrodomestici in funzione automatica
Frigo/freezer ovviamente non si spegne. Ma anche alcuni impianti (es. caldaie con regolazioni, pompe, ecc.) vanno valutati con attenzione.
Se vuoi ragionare sul totale mensile e vedere quanto pesa il “base load”: Quanto consuma una casa al mese.
7) Errori comuni (che azzerano il risparmio)
1) Spegnere solo la TV e lasciare decoder/console sempre alimentati
Spesso è lì che resta lo standby “vero”.
2) Fare una soluzione “troppo scomoda”
Se devi spostare mobili o chinarti ogni volta, non la userai.
3) Spegnere tutto indiscriminatamente
Rischi di creare disagi (Wi-Fi giù, aggiornamenti bloccati, dispositivi che si riconfigurano) e poi abbandoni.
4) Confondere “spento” con “zero”
Spento da telecomando ≠ zero. Se vuoi zero, serve spegnimento alla presa (o un controllo reale con misurazione).
8) Mini piano operativo (30 minuti per trovare i tuoi sprechi principali)
- Scegli 2 gruppi: TV e ufficio (sono spesso i più “ricchi” di standby)
- Metti una multipresa con interruttore su ciascun gruppo
- Per 3 giorni:
- la sera spegni i gruppi
- registra il consumo giornaliero (app/contatore o bolletta)
- Se vedi una differenza stabile, hai già risolto una parte importante del problema
- Se non vedi differenza:
- lo standby non è la voce principale, oppure
- c’è un apparecchio specifico che vale la pena misurare con presa/strumento
9) Articoli correlati
- Risparmio energetico in casa
- Come leggere la bolletta elettrica (per misurare davvero)
- Quanto consuma una casa al mese (per stimare il “base load”)
- Lampadine LED: quanto si risparmia davvero (altra azione rapida ad alto ROI)
FAQ
Lo standby incide davvero o è una fissazione?
Incide soprattutto perché è continuo e spesso distribuito su molti dispositivi. Non è l’unica voce in bolletta, ma è una delle più semplici da tagliare.
Multipresa o smart plug: cosa conviene?
La multipresa è la soluzione più semplice e robusta. Le smart plug diventano utili se vuoi automazioni o misurazioni senza strumenti esterni.
Spegnere alla presa rovina TV e dispositivi?
In generale no per l’uso domestico normale, ma se hai dispositivi con aggiornamenti notturni o funzioni di rete sempre attive, valuta un compromesso (es. spegnimento notturno, non 24/7).
Come capisco se ho un “carico di base” troppo alto?
Se anche nelle ore in cui non usi nulla i consumi restano elevati rispetto al tuo storico, allora standby + dispositivi sempre accesi (o un singolo apparecchio energivoro) sono candidati forti.